SPERIAMO CHE QUESTA CRISI ECONOMICA,FINANZIARIA,ENERGETICA,AMBIENTALE E SOPRATUTTO ETICA,CI FACCIA DEFINITIVAMENTE APRIRE GLI OCCHI E LA MENTE SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE", IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA". SPERIAMO CHE QUESTA CRISI ECONOMICA,FINANZIARIA,ENERGETICA,AMBIENTALE E SOPRATUTTO ETICA,CI FACCIA DEFINITIVAMENTE APRIRE GLI OCCHI E LA MENTE SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE", IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA". MAX1967 | Il Cannocchiale blog
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MAX1967 2009: L'INIZIO DELLA FINE DELLO STATO E DEL CAPITALISMO CONOSCIUTI FINO A OGGI CON LA SPERANZA DI UN NUOVO RINASCIMENTO:COMUNITA' LOCALI,DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA,GLOCALE,SOVRANITA' MONETARIA,,MICROCREDITO, ECONOMIA DEL DONO,TERZO SETTORE,DECRESCITA?
La medicina sottosopra. E se Hamer avesse ragione?
post pubblicato in LIBRI, il 5 novembre 2009

 medicina sottosopra hamer

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La medicina sottosopra. E se Hamer avesse ragione?

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Osannato dai malati, osteggiato dall’Ordine dei Medici, il dottor Hamer colleziona lauree ad honorem in medicina in certi Paesi, e processi in altri, oltre a riempire periodicamente le cronache dei quotidiani di mezza Europa con le sue vicende. Oncologo e ricercatore, basta il suo nome perché nel mondo della Sanità si assista a una levata di scudi... ma le sue casistiche di guarigione delle malattie degenerative sono impressionanti, tali da far vacillare l’edificio della medicina ufficiale... E il dubbio di molti è che il suo sistema sia così osteggiato proprio perché urta gli interessi delle Holding farmaceutiche...Come può essere che una grave malattia come il cancro sia il tentativo del cervello di “riparare” (e quindi di guarire) un trauma subito? E che basti individuare il trauma e “disfarlo” perché il cervello receda dalla sua azione “riparatrice”, arrestando quindi la proliferazione delle cellule cancerose? E come possiamo individuare rapidamente questo trauma? Gli Autori, da anni studiosi del metodo Hamer, ce lo spiegano in quest’ottimo libro (l’unico in Italia aggiornato ed esauriente sull’argomento), scritto in modo che tutti lo possano capire, con l’aiuto di argute vignette.


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Best Before
post pubblicato in LIBRI, il 5 novembre 2009

 Best Before

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Best Before

Preparati al Peggio

Prezzo € 11,00

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BEST BEFORE non ha rivali sul panorama editoriale: è l'unico libro in Italia, che descrive, analizza ed elabora tematiche fra di loro separate, ma in realtà molto contigue per le conseguenze che hanno e avranno sui nostri risparmi e sul nostro stile di vita. Il picco di produzione del petrolio, la globalizzazione allo stadio terminale, la bolla finanziaria degli strumenti derivati, il riscaldamento globale e il rischio di collasso del sistema assicurativo, i mutui con la miccia accesa e lo scippo del TFR sono solo alcuni degli argomenti trattati in questo saggio. Tematiche che spaziano dalla climatologia all'energia, dalla speculazione di borsa alla socioeconomia: un libro illuminante, cinico e rivelatore. Nel tipico stile dell'autore.

Elenco capitoli:

  • CAP 1 - No oil, no party: il picco di produzione del petrolio;
  • CAP 2 - Preparati al peggio: la fine del turbocapitalismo;
  • CAP 3 - USA ed Arabia Saudita: la coppia che scoppia;
  • CAP 4 - Chi ti assicura che sei assicurato?
  • CAP 5 - Addio Bel Paese: storia di un paradiso perduto;

Lo hanno battezzato il Beppe Grillo dell'Economia per il suo modo di porsi, irriverente e dissacratore, caratterizzato da un'analisi lucida e critica senza eguali, basato sulla radiografia ed evoluzione dell'attuale scenario economico planetario.
Così, Eugenio Benetazzo, il primo e unico predicatore finanziario in Italia, si ritrova a essere al centro dell'attenzione, vero e proprio personaggio cult nel panorama mediatico italiano: dopo il clamoroso successo del primo saggio economico, DURI E PURI - Aspettando un nuovo 1929 adesso arriva il turno del tanto atteso BEST BEFORE - Preparati al peggio, che prende corpo dal tour itinerante dello show finanziario BLEKGEK, a cui è largamente ispirato.
In tutta Italia, l'autore riempie le sale di teatri, cinema e auditorium con il suo originale stile espositivo, incalzante, audace, in certi momenti quasi evangelico.


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Euroschiavi
post pubblicato in LIBRI, il 5 novembre 2009

 Euroschiavi - Terza Edizione Aggiornata e Riveduta

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Euroschiavi - Terza Edizione Aggiornata e Riveduta

La grande frode del debito pubblico - I segreti del signoraggio - Chi si arricchisce davvero con le nostre tasse?

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L'Italia è sempre più povera a causa di un debito pubblico in continuo aumento che comporta un'elevata pressione fiscale.
Il debito pubblico è un'invenzione costruita da politici e banchieri al fine di arricchire gli azionisti privati della Banca Centrale italiana e europea.

In passato, le banche che emettevano denaro lo garantivano con la copertura aurea, si impegnavano a convertire le banconote in oro e sostenevano un costo di emissione. Oggi, le monete non sono coperte da riserve di oro, non sono convertibili e il loro costo di emissione è praticamente zero, ma il guadagno di chi le emette, ossia il signoraggio, è del 100% del valore nominale.

Quando lo Stato domanda soldi alla Banca Centrale paga il costo del valore nominale (e non il solo costo tipografico) con titoli del debito pubblico, ossia impegnandosi a riscuotere crescenti tasse dai cittadini e dalle imprese. Tutto ciò avviene attraverso la Banca Centrale Europea, un mostro giuridico creato dal Trattato di Maastricht, esente da ogni controllo democratico come un vero e proprio Stato sovrano, posto al disopra delle parti.

Euroschiavi svela i segreti e i meccanismi di questo sistema di potere che si è eretto e mantenuto sul fatto di essere ignorato dalla gente, soprattutto dai lavoratori, dai risparmiatori e dai contribuenti, e indica come porre fine legalmente a questo saccheggio.

Il libro è di facile comprensione sia per chi si interessa di politica e finanza sia per il lettore non specialista. Euroschiavi offre un’impressionante documentazione delle modalità con cui il moderno “Signore” (le Banche Centrali) ha costruito un sistema di potere e di leggi che pone al suo servizio lo Stato, il fisco, la Pubblica Amministrazione e tutti noi.
La Costituzione italiana, quella europea, i trattati, le leggi, sono manipolati o disattesi per occultare i traffici e gli interessi dei grandi


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L'Amara Medicina
post pubblicato in LIBRI, il 5 novembre 2009

 

L'Amara Medicina

Come la sanità italiana ha sbagliato strada. Perché il "sistema" della prevenzione non funziona

Prezzo € 17,00

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Siamo abituati a pensare che per vivere una vita lunga e sana dovremmo abitare in campagna, lontani da traffico e inquinamento, tenere sotto controllo tutti gli innumerevoli fattori di rischio per la nostra salute (fumo, grassi, zuccheri, ma anche vita sedentaria, stress, onde elettromagnetiche) e controllare periodicamente lo stato del nostro corpo con esami vari, visite specialistiche e check up completi.

Siamo abituati a pensare così perché da decenni i medici ripetono incessantemente che prevenire è meglio che curare. Roberto Volpi, è andato a fare le pulci ai risultati di decenni di medicina preventiva, e ha scoperto alcune cose letteralmente sconvolgenti: più della metà degli esami, delle visite, del lavoro del sistema sanitario nazionale sono effettuati su persone del tutto sane, eppure la speranza di vita degli italiani è cresciuta molto di più quando la sanità preventiva non esisteva.

Le grandi campagne di screening sono praticamente inutili dal punto di vista della prevenzione, mentre causano enormi stress e sofferenze psicologiche nei casi di prime diagnosi sbagliate. Numeri alla mano, Volpi racconta le bugie e i fallimenti della medicina italiana, e l'enorme impiego di risorse, pubbliche e private, che si riversano in direzione di una prevenzione impossibile e inutile, in un vortice di sprechi che dovrebbe essere fermato.


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La crisi, e poi?
post pubblicato in LIBRI, il 5 novembre 2009



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Vivere di Rendita
post pubblicato in LIBRI, il 26 agosto 2009

Vivere di Rendita

Strategie e soluzioni per il mestiere più desiderato del mondo

Prezzo € 11,90

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Vi sono molte antologie sul buon uso del tempo libero e sulla cultura di liberazione dalla fatica.

Ma se dunque il nostro obiettivo è il vivere di rendita, in concreto come si fa?
Solo un sogno o un traguardo realmente raggiungibile?

Questo libro offre precise indicazioni per conquistare il proprio diritto all'ozio e alla tranquillità: strategie per liberarsi dai debiti, decrescita serena, suggerimenti per gestire un mutuo, percorsi per una rendita finanziaria o immobiliare, indipendenza attraverso la sobrietà, scelta della pensione e/o del semipensionamento ottimale, luoghi in Italia e nel mondo dove vivere meglio...

Insomma un "manuale" ricco di spunti operativi, ma anche di provocazione e di humour.

Alla ricerca di un nuovo stile di vita, più lento, profondo e soave, cui si conformi una strategia di preservazione, controllo e buon uso delle proprie risorse.
 


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La decrescita serena
post pubblicato in LIBRI, il 26 agosto 2009

Serge Latouche
Serge Latouche, autore di Breve Trattato sulla Decrescita Serena

Il seguente articolo è tratto dalla rivista Consapevole 16 aprile/giugno 2008.

 

Latouche, nel suo ultimo lavoro – Breve trattato sulla decrescita serena – riesce ad offrire una sintesi quanto mai esaustiva del pensiero della decrescita, collocandolo in un’ottica di concretezza mai sperimentata prima dall’autore.

La decrescita si affranca così dallo status di filosofia astratta e per molti versi eccentrica, per diventare nelle parole di Latouche “un’utopia concreta che tenta di esplorare le possibilità oggettive della sua realizzazione”.

L’autore sintetizza gli sforzi necessari per trasformare la nostra società sviluppista, ormai in fase di disfacimento sotto il peso del proprio fallimento, in una società della decrescita serena, articolandoli “in otto cambiamenti interdipendenti che si rafforzano reciprocamente, costituiti da otto R: rivalutare, riconcettualizzare, ristrutturare, ridistribuire, rilocalizzare, ridurre, riutilizzare, riciclare”.

Rivalutare significa colmare il vuoto di valori oggi dominante: “amore della verità, senso della giustizia, responsabilità, rispetto della democrazia, elogio della differenza, dovere di solidarietà, uso dell’intelligenza” sono, oggi, indispensabili per creare un differente immaginario collettivo, all’interno del quale sarà necessario Riconcettualizzare e Ristrutturare tanto gli apparati produttivi quanto i rapporti sociali, nell’ottica di Ridistribuire le ricchezze e l’accesso al patrimonio naturale, sia fra il Nord e il Sud del mondo sia all’interno di ciascuna società.

Rilocalizzare, nelle parole di Latouche, significa “produrre in massima parte a livello locale i prodotti necessari a soddisfare i bisogni della popolazione, in imprese locali finanziate dal risparmio collettivo raccolto localmente”.

La sostituzione del globale con il locale rappresenta infatti il fulcro di qualsiasi progetto di decrescita, come Latouche ben sintetizza affermando che “Se le idee devono ignorare le frontiere, al contrario i movimenti di merci e capitali devono essere limitati all’indispensabile” ed aggiungendo che la rilocalizzazione non deve essere soltanto economica ma “anche la politica, la cultura, il senso della vita devono trovare un ancoraggio territoriale”.

Ridurre gli impatti sulla biosfera dei nostri modi di produrre e di consumare, Riutilizzare e Riciclare i rifiuti del consumo, combattendo l’obsolescenza programmata dei prodotti, completano la serie dei cambiamenti proposti nel testo.

Ma Latouche non si ferma qui: arriva a tratteggiare un vero e proprio “programma politico”, tanto pregno di fascino quanto di concretezza, ben comprendendo che qualunque proposito di decrescita serena potrà trovare attuazione solamente nell’ottica di una volontà politica che intenda procedere in questo senso.

Estremamente interessante all’interno di questo programma il punto in cui si propone di “trasformare gli aumenti di produttività in riduzione del tempo di lavoro e in creazione di posti di lavoro” e quello in cui, in contrapposizione alla produzione di merci, si stimola la produzione di “beni relazionali come l’amicizia e la conoscenza, il cui consumo non diminuisce le scorte esistenti ma le aumenta”.

A corollario di un testo molto ricco di spunti, Latouche propone alcune riflessioni aventi per oggetto le possibilità d’interazione fra il pensiero della decrescita e la società capitalista, risponde a chi si domanda se la decrescita sia di destra o di sinistra affermando che “il programma che noi proponiamo è in primo luogo un programma di buon senso, altrettanto poco condiviso sia a destra che a sinistra” e rifiuta l’idea della creazione di un vero e proprio partito politico della decrescita, che rischierebbe di cristallizzare lo spirito del movimento


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Ritorno al Passato
post pubblicato in LIBRI, il 26 agosto 2009


 

 

Ritorno al Passato
La copertina di Ritorno al Passato, di Andrea Bizzocchi

Il libro, di grande interesse ed attualità, è nato da un incontro con il saggista ed esperto di picco petrolifero globale James Howard Kunstler ed è scritto nella forma leggera e di immediata comprensione di una conversazione tra amici.

 

Diciamo subito che Ritorno al passato - La fine dell'era del petrolio e il futuro che ci attende è un libro che è bene leggere, nonostante non vorremmo mai doverlo fare. Eh sì, perché questo libro, frutto di una conversazione tra Andrea Bizzocchi e il saggista James Howard Kunstler, è un'opera tremendamente di attualità che ci riguarda da vicino, molto più di quanto non pensiamo.

Bizzocchi, fanese, ci racconta come è nato il libro: “Circa un anno fa lessi “The Long Emergency”. Parlava di picco petrolifero globale e fine della nostra civiltà così come la conosciamo. Mi sembrava che l’autore, nell’esporre la sua tesi, portasse ragioni inattaccabili. Dal momento che stavo già da tempo dedicandomi a studi sul picco petrolifero, lo contattai chiedendogli un incontro per sviluppare assieme il tema”. Partendo da due punti fermi, cioè l'assoluta dipendenza della civiltà occidentale da forniture economiche di petrolio e il raggiungimento del picco petrolifero globale, Bizzocchi e Kunstler propongono una visione a 360° dell'impatto che questi accadimenti avranno sul nostro futuro più prossimo, dando così vita ad un'analisi serrata e per tanti versi catastrofica, ma al tempo stessa terribilmente veritiera e ben documentata.

Leggiamo dalla quarta di copertina del libro: “I giacimenti di petrolio si stanno rapidamente esaurendo. Quali saranno le conseguenze di questo accadimento sulle nostre vite? Perché la nostra economia crollerà e che ne sarà della Grande Distribuzione, dei supermercati, dei viaggi aerei, delle vacanze e dei trasporti? Come saranno l'istruzione e la sanità, che importanza rivestirà la religione? Come potranno sostenersi le grandi metropoli e le periferie urbane senza combustibile a basso costo? Che ne sarà dell'industria e dell'agricoltura intensiva? Torneremo a lavorare nei campi?"

I due autori vanno però anche oltre, spiegando da un lato perché le energie alternative non ci salveranno, “anzi, ci affosseranno ancor di più”, e dall'altro allertandoci dei terribili danni ambientali provocati dall'uomo. “Il punto focale non è trovare altra energia, bensì accettare una realtà ovvia, e cioè che non si può pensare di sfruttare all'infinito un pianeta le cui risorse sono ovviamente finite” dice Bizzocchi.

L'era del petrolio, sostengono, nell'arco della storia umana è durata un battito d'ali, ragion per cui il “ritorno al passato”, cioè “non alle caverne ma a stili di vita più sostenibili, per l'uomo e per il pianeta” dovrebbe essere visto non come un'eccezione catastrofica, ma piuttosto come la norma dell'esperienza umana.

E, nemmeno troppo sommessamente, i due fanno anche capire che la fine, giocoforza, del consumismo infantile drogato da falsi miti e bisogni indotti, nonché della globalizzazione, tutto sommato potrebbe non essere neppure un male, se non altro perché “non se ne può più di un sistema vanesio e sprecone che propone vite da luna park e che è riuscito, nel breve volgere di pochi decenni, in una triplice impresa: distruggere l'ambiente, portare alla fame intere popolazioni del Terzo mondo e - la vera impresa è questa - far stare male anche chi dovrebbe star bene. Se l'Occidente detiene tutti i record di depressione, stress, nevrosi, suicidi ecc., un motivo ci sarà? O no?” domandano i due provocatoriamente.


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