SPERIAMO CHE QUESTA CRISI ECONOMICA,FINANZIARIA,ENERGETICA,AMBIENTALE E SOPRATUTTO ETICA,CI FACCIA DEFINITIVAMENTE APRIRE GLI OCCHI E LA MENTE SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE", IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA". SPERIAMO CHE QUESTA CRISI ECONOMICA,FINANZIARIA,ENERGETICA,AMBIENTALE E SOPRATUTTO ETICA,CI FACCIA DEFINITIVAMENTE APRIRE GLI OCCHI E LA MENTE SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE", IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA". MAX1967 | Il Cannocchiale blog
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MAX1967 2009: L'INIZIO DELLA FINE DELLO STATO E DEL CAPITALISMO CONOSCIUTI FINO A OGGI CON LA SPERANZA DI UN NUOVO RINASCIMENTO:COMUNITA' LOCALI,DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA,GLOCALE,SOVRANITA' MONETARIA,,MICROCREDITO, ECONOMIA DEL DONO,TERZO SETTORE,DECRESCITA?
IL SALVATAGGIO INTERNAZIONALE CI PORTA PIU' VICINI AL COLLASSO ECONOMICO
post pubblicato in ECONOMIA/FINANZA, il 30 giugno 2009

 

DI RON PAUL
Globalresearch.ca

La scorsa settimana il Congresso ha approvato il disegno di legge sugli stanziamenti supplementari di guerra. Facendo un affronto a tutti coloro che pensavano di aver votato un candidato pacifista, l’attuale presidente invierà altri 106 miliardi di dollari che non abbiamo per continuare lo spargimento di sangue in Afghanistan e in Iraq, senza fare alcun accenno ad un piano per riportare i nostri soldati a casa.

Molti colleghi che votavano con me quando mi opponevo ad ogni richiesta di stanziamenti supplementari di guerra nel corso della precedente amministrazione, ora sembra che abbiano cambiato registro. Io sostengo che un voto per finanziare la guerra sia un voto a favore della guerra. Il Congresso esercita le sue prerogative costituzionali con la forza delle risorse finanziarie, e finché il Congresso continuerà a permettere questi pericolosi interventi all’estero, non c’è alcuna fine all’orizzonte, fino a quando non ci troveremo di fronte al completo collasso economico.

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http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6051


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I PERICOLI DELLA CARTOLARIZZAZIONE: LA PIÙ GRANDE TRUFFA DI TUTTI I TEMPI
post pubblicato in ECONOMIA/FINANZA, il 30 giugno 2009

 

 

DI MIKE WHITNEY
Global Research

È possibile fare centinaia di miliardi di dollari di profitti su titoli che si appoggiano solo alle entrate virtuali di un loan book?

Non solo è possibile, ma è stato fatto. E al momento, i furfanti che hanno fatto profitti con questo imbroglio, fanno la coda fuori dagli edifici della Riserva Federale per scambiare i loro titoli marci con miliardi di dollari di prestiti finanziati dai contribuenti. Nel frattempo, il crollo del credito ha lasciato il sistema finanziario in rovina e piantato l'economia come il picchetto di una tenda. Le file dei disoccupati si allungano e i consumatori riducono il budget su tutto, dalle uscite agli spostamenti, fino ai generi alimentari. E tutto questo si deve alla truffa finanziaria piramidale tramata a Wall Street e che si è diffusa in tutto il sistema mondiale come un'epidemia di influenza. Questa non è una recessione normale; il sistema finanziario è esploso per colpa di banchieri avidi che si sono serviti dell' “Innovazione finanziaria” per storpiare il sistema e hanno gonfiato la più grossa bolla speculativa di tutti i tempi. E l'hanno fatto in piena legalità, usando un procedimento poco conosciuto che si chiama cartolarizzazione.

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http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6048


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"Con la moralità dei banchieri niente ripresa"
post pubblicato in ECONOMIA/FINANZA, il 30 giugno 2009

poi dicono che siamo i soliti complottisti.

leggete quello che ha detto tremonti in questo articolo:

Guai a «un mondo costruito con la testa e la cultura dei banchieri». Perché «quello è un mondo che va a sbattere». E soprattutto guai ad illudersi che «l’exit strategy» dalla crisi con «le enormi masse di stock di debito e il rischio d’inflazione» sia gestibile da uomini di banca.

 Per il futuro, ammonisce il ministro dell’Economia, servono «principi morali superiori a quelli dei banchieri.In questa fase non bisogna affidarsi ai banchieri ma alla politica e ai politici saggi».

Tremonti, dunque, mette in guardia la business community dall’idea di «entrare nel nuovo secolo con le regole vecchie». E invoca una visione «più moralista ed etica. Non si può avere un mercato globale con regole locali».  Sostiene: «C’è bisogno di un "Global legal standard" dove regole di diritto servono per far funzionare l’economia. O le regole sono comprese e condivise dai popoli o stiamo solo preparando la prossima crisi».

poi c'e' l'uscita di lorenzo bini smaghi menbro della bce che dice:

Tornando al primato della politica rivendicato da Tremonti si tratta di una tesi che, di fatto, viene respinta dalla Banca Centrale Europea che rivendica la sua autonomia e i suoi poteri in tema di controllo dei prezzi. «Non lasceremo che l’inflazione riprenda a salire», ha spiegato Lorenzo Bini Smaghi membro del consiglio direttivo della stessa Bce, sempre al convegno Aspen, «I governi devono saperlo, non lasceremo che l’inflazione metta a posto i bilanci degli stati europei e per questo devono attuare strategie di uscita dalla crisi diverse, rispettando i parametri previsti da Patto di stabilità. In caso contrario sarebbe un disastro».

caro bini smaghi,l'inflazione la create voi stessi "bce"continuando a stampare moneta.

leggi articolo:

http://www.dirittiglobali.it/articolo.php?id_news=13300


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La finzione democratica
post pubblicato in POLITICA, il 30 giugno 2009

Due libri, or ora pubblicati, ci mettono di fronte alle profonde contraddizioni politiche del nostro tempo, che si esprimono con due ossimori, cioè con un aggettivo che smentisce il sostantivo cui si accompagna (fuoco amico, bomba intelligente…).

Giovanni Sartori (in Il sultanato) parla di "costituzione incostituzionale" (i costituzionalisti dicono: costituzione senza costituzionalismo). Massimo Salvadori, già nel titolo del suo libro (dedicato allo stesso Sartori), parla di Democrazie senza democrazia (entrambi i libri sono usciti per gli Editori Laterza).

Forse davvero questo è il tempo degli ossimori, cioè della realtà, espressa dagli aggettivi, distinta dal sogno, espresso dal sostantivo. È il tempo dell’ambiguità, dell’oscillazione, della paralisi, che impedisce di prendere posizione. Se diciamo incostituzionale, subito, come nelle commedie di Aristofane dove i buoni concetti si affacciano nelle forme di belle fanciulle, si fa avanti La Costituzione; se diciamo a- o anti-democratico, subito entra in scena La Democrazia a smentirci e a tenerci su di morale. E lo stesso al contrario: se diciamo costituzione, subito pensiamo all’incostituzionale; se diciamo democrazia, subito pensiamo all’antidemocrazia per deprimerci nel morale.

leggi tutto:

http://www.dirittiglobali.it/articolo.php?id_news=13230


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La deriva autoritaria delle democrazie
post pubblicato in POLITICA, il 30 giugno 2009

Quando oggi parliamo di democrazia, usiamo un termine che è sinonimo di liberaldemocrazia o democrazia liberale. Infatti la democrazia diretta dell’Atene del V secolo a. C. e quella a cui in tempi moderni si è tentato di dar vita prima nell’effimera Comune di Parigi del 1871 e poi nella Russia bolscevica tra il 1918 e l’inizio degli anni ‘20 non sono modelli ed esperienze attivi nella nostra società: l’una perché espressione di una realtà troppo arcaica, l’altra non foss’altro perché soffocata dalle sue contraddizioni interne e da quelle stesse forze che, dopo averla proposta e agitata come modello universale, hanno rapidamente costruito una dittatura di partito sfociata nel totalitarismo.

La democrazia di cui parliamo e a cui facciamo riferimento è dunque il sistema politico e istituzionale che si è formato dal connubio con il liberalismo: un connubio non facile e segnato da molte tensioni, su cui mi sono soffermato analizzando tre tipi di regimi. Il primo è il sistema liberale a suffragio ristretto e basato sui partiti, sui parlamenti e sul governo dei notabili di matrice aristocratica e borghese. Il secondo - il primo regime liberaldemocratico - è caratterizzato dal suffragio allargato o universale, dall’avvento sulla scena pubblica dei partiti organizzati di massa, dal dispiegarsi di acuti conflitti sociali e ideologici tra le classi e le loro rappresentanze politiche e parlamentari.

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http://www.dirittiglobali.it/articolo.php?id_news=13059


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La felicità sostenibile
post pubblicato in AMBIENTE, il 28 giugno 2009

Come disse Bob Kennedy, il Pil misura qualsiasi cosa, tranne quello che può renderci felici. Ma la felicità può essere sostenibile? Eccome, risponde Maurizio Pallante: basta rinunciare alla droga (mentale) della crescita, sinonimo di benessere solo apparente, frutto di un equivoco generato dall’ideologia suicida dello sviluppo illimitato, che esaurisce le risorse e inquina il pianeta, mettendone a rischio il futuro e spingendo l’umanità in un vicolo cieco, dove si confondono beni e merci, lavoro e occupazione, e dove il semplice “divertimento” sostituisce la serenità della gioia. Per uscire da questa crisi globale, socio-economica e ambientale ma anche culturale e antropologica, non bastano più le ricette del passato: serve un nuovo Rinascimento, chiamato Decrescita.

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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=26822


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Banca Rotta: il trailer dello spettacolo
post pubblicato in ECONOMIA/FINANZA, il 28 giugno 2009

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L´energia solare come bene comune per scongiurare il rischio di ecocolonialismo
post pubblicato in AMBIENTE, il 26 giugno 2009

Sta nascendo in questi giorni in Germania un Consorzio costituito, secondo il quotidiano Sueddeutsche Zeitung, da venti grandi imprese – tra cui Munich Re, Siemens, Deutsche Bank, RWE, E.ON – che intende investire almeno 400 miliardi di euro per realizzare il progetto Desertec: coprire di specchi una superficie relativamente piccola del Sahara, trasformare l’energia solare captata in energia elettrica e trasportarla in Europa, per soddisfare il 15% della domanda del Vecchio Continente.

In realtà il progetto Desertec non riguarda solo l’Europa. Essa fornirà di energia elettrica da fonte solare molti paesi dell’Africa mediterranea e del Medio oriente. Non a caso il progetto si chiama Eumena-Desertec, ove il primo nome sta per Europa, Est del mediterraneo e Nord Africa.

Il progetto dunque, oltre le questioni tecniche non banali, è di notevole interesse e complessità per le sue implicazioni ecologiche e sociali. E di tutti questi aspetti si parlerà il prossimo 13 luglio in una conferenza tra il neonato consorzio e l’associazione tedesca dei Club di Roma.

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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=26802


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Regionalizzazione, se non nazionalizzazione della finanza
post pubblicato in ECONOMIA/FINANZA, il 26 giugno 2009

Mi dicono che ho liquidato con troppa sintesi la situazione finanziaria attuale. Eppure, c’e’ poco da fare o da dire. Posso spiegare nel dettaglio quello che sta succedendo, ma il discorso non cambia molto. Il concetto e’ che qualcuno, nel tentativo di far su dei soldi in fretta, ha speculato sui “fondamentali”, cioe’ su quei titoli che vengono usati dagli osservatori per “vedere il futuro”. Il problema e’ che questo porta soldi ai finanzieri, ma porta miseria agli industriali, perche’ chi vuole investire nell’industria non ci capisce piu’ niente.

 

Posso spiegarlo piu’ nel dettaglio: voi siete un investitore e volete investire nell’industria. Diciamo che vi siete scottati con l’economia farlocca e oggi decidete di investire in cose piu’ “solide”, che magari crescono meno ma credono “davvero”. Il problema e: in quali settori dell’industria investite? Una buona strategia (in passato) era quella di osservare i futures. Se , per fare un esempio banale, erano saliti quelli , che so io, sul cemento e sull’acciaio, beh, potevate scegliere il settore edilizio o delle grandi costruzioni. Il ragionamento era:  se le industrie si affannano a procurarsi cemento e acciaio temendo che crescano di prezzo, avranno gli ordinativi (o almeno i forecast) e quindi trovano conveniente accaparrarsi del materiale.

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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=26790


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Così Goldman Sachs detta legge sui mercati
post pubblicato in ECONOMIA/FINANZA, il 26 giugno 2009

Questa settimana appare di cruciale importanza per le sorti dell’economia e della finanza mondiali per due appuntamenti: la riunione della Fed di domani e l’asta da 104 miliardi di dollari di bond governativi Usa, un vero record. Se vivessimo in un mondo normale, ovvero dominato dalla realtà e dai fondamentali, quell’asta dovrebbe andare deserta come quella tenutasi dieci giorni fa in Lettonia. Il dollaro, infatti, è ormai una moneta desueta e soprattutto tutt’altro che stabile: prima il governatore della Banca del Popolo Cinese, Zhou Xiaochuan e poi il presidente russo, Dimitri Medvedev, hanno infatti chiesto la sua sostituzione per denominare le riserve mondiali con lo “Special drawing right” (sdr), una sorta di moneta interna del Fondo Monetario Internazionale. Insomma, non siamo al Bancor di keynesiana memoria ma poco ci manca.

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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=26796


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